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Rappresentazione visiva dell'articolo: Crisi subprime e overconfidence: la lettura "comportamentale"

Autore: Banca Widiba

Data di pubblicazione: 14 luglio 2026

Crisi subprime e overconfidence: la lettura "comportamentale"

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La grande crisi finanziaria globale, anche detta crisi dei mutui subprime o crisi del 2008, è stata provocata da una combinazione di elementi: scoppio della bolla immobiliare, insolvenza di mutuatari, cartolarizzazioni con valutazioni troppo elevate da parte delle agenzie di rating e molto altro ancora.

Tra questi fattori, si può individuare un comun denominatore, un bias studiato dalla finanza comportamentale: l’overconfidence. L’overconfidence è un comportamento insito nella natura umana che consiste nel sovrastimare le proprie capacità, conoscenze e informazioni.

Cosa c’entra l’overconfidence con la crisi finanziaria globale? Di seguito, una lettura della crisi da un punto di vista inusuale: quello della finanza comportamentale.

Crisi dei mutui subprime: un breve recap


La grande crisi finanziaria globale, in estrema sintesi, è stata innescata dallo scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti. A partire dal 2000 infatti, fino a circa il 2006, i prezzi delle abitazioni negli Usa sono cresciuti in maniera costante.

Contemporaneamente, gli istituti bancari hanno iniziato ad allentare le condizioni a cui concedevano i mutui alle famiglie americane, prestando somme anche a chi aveva una ridotta capacità di rimborso. Questi mutui venivano poi “confezionati” all’interno di un unico strumento mediante l’operazione della cartolarizzazione e collocati sul mercato. I titoli acquistati dagli investitori, invece che ricevere una valutazione molto bassa per via dei finanziamenti di cattiva qualità che contenevano al loro interno, ottenevano una valutazione elevata da parte delle agenzie di rating.

Le valutazioni dipendevano da modelli che sottostimavano la possibilità che molti mutuatari potessero diventare insolventi contemporaneamente. A questo si aggiungeva il potenziale conflitto d’interesse legato al fatto che le agenzie venivano remunerate dagli stessi soggetti che emettevano i prodotti da valutare.

Questo ha favorito la vendita di strumenti complessi con un rating elevato a una vasta platea di investitori. Tale concatenarsi di eventi, è poi collassato su sé stesso: la bolla immobiliare è scoppiata e i mutuatari hanno dichiarato default, portando nella spirale negativa anche chi aveva investito in strumenti cartolarizzati.

La crisi dei mutui subprime, così chiamata in relazione ai profili creditizi più rischiosi, ha avuto un effetto drammatico non solo negli Stati Uniti, ma anche a livello di banche e investitori nel resto del mondo, segnando profondamente l’economia internazionale.

Cosa c’entra l’overconfidence?


L’overconfidence si manifesta, nei mercati finanziari, attraverso la convinzione di poterne influenzare o prevedere l'andamento, dimenticando il ruolo dell'imprevedibilità e del caso. Alla luce dei fatti che hanno portato allo scoppio e alla propagazione della crisi, si può notare come la sfera irrazionale della natura umana, studiata dalla finanza comportamentale, abbia giocato la sua parte.

L’estrema fiducia e il marcato ottimismo nei confronti del mercato immobiliare, relativamente al fatto che i prezzi delle case potessero continuare a salire, dimostra come venisse sottostimato il rischio di ciò che poi è avvenuto, ossia lo scoppio della bolla. Questa tendenza è tipica degli investitori, infatti è uno dei bias cognitivi più importanti tra quelli studiati dalla finanza comportamentale.

Sovrastimare le proprie capacità e mostrarsi eccessivamente sicuri nei confronti del mercato è un atteggiamento spesso adottato inconsciamente, ma che può ripercuotersi negativamente su un investitore.

Non solo la questione della bolla immobiliare può essere analizzata dal punto di vista dell’overconfidence: anche la leggerezza con cui venivano contratti e concessi i mutui, oltre alla fiducia nel fatto che il mercato costruito su queste fondamenta deboli non potesse fallire.

Conclusioni


Di fronte alla gravità della crisi e alle ripercussioni sull’economia globale sono stati adottati provvedimenti molto importanti, che si possono tradurre in una maggiore disciplina imposta ai diversi istituti finanziari. La crisi ha infatti avuto conseguenze significative, ma ha anche insegnato molto. Tuttavia, gli investitori possono commettere ancora errori dettati dall’irrazionalità. La figura del consulente finanziario può aiutarli a “mantenere i piedi per terra” pur non eliminando completamente il bias. Competenza ed esperienza possono infatti contribuire a riconoscere e contenere questi comportamenti inconsapevoli. Proprio per questo è importante non affidarsi soltanto alle proprie convinzioni, ma sottoporle periodicamente a verifica.


Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria, né sollecitazione all’investimento. Le informazioni fornite sono di carattere generale, non esaustivo e non tengono conto delle specifiche esigenze, della situazione finanziaria o degli obiettivi di investimento del singolo individuo. Prima di assumere qualsiasi decisione di investimento è opportuno valutare attentamente i rischi e rivolgersi a un consulente finanziario qualificato. La normativa fiscale citata è soggetta a possibili variazioni e può differire in base alla situazione personale dell’investitore.

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